Manoscritto
originale.

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Diverse notizie
Dell’Abbadia Sublacense
Raccolte da D. C. S.
L’anno bis.
MDCCLXXVI


(manoscritto
conservato nella Biblioteca del Monastero Santa Scolastica, Subiaco)
pag. 42-44
Capitolo 2°

Relazione della Terra di Subiaco nello stato presente.

E’ situata la terra di Subiaco in faccia a Mezzo giorno in un colle isolato di aria salubre, a cui fanno corona li Monti Simbruini; il colle è alquanto scosceso, e tutto abbitato da capo a piedi, che in tutto porterà il recinto di circa tre miglia, e questo attorniato quasi tutto dalle Mura, e sei sono le porte che in esse si vedono. A capo del Colle vi è il Maestoso Palazzo Abbaziale, del quale a parte se ne farà la relazione nel capitolo 3°. E’ fornita la terra di buone fabriche, ed abbitazioni, di Piazze, e fontane, di diverse Chiese, e Seminario, d’un monastero di Monache. Vi sono anche Conventi, altri Monasterj e chiese poco lungi, e nel Territorio di essa Terra; delle quali ne formeremo le rispettive relazioni in appresso. Otto sono le contrade, che compongono questa, e due le Parocchie. E’ ben provveduto il luogo di tutte le arti necessarje  per quelle parti, e de’ Mercanti . Vi è la fabrica de Panni; per il mantenimento di questa fu eretto dalla Ch: me del Card. Barberini sin dall’anno 1… il Monte della Lana, detto monte Barberini di molto sollievo a Poveri ed all’istessi Mercanti. Si vedono eretti nel sito dove anticamente si diceva Planillo minore edificj di Molini a oglio, e a grano, e questo dalla S. M. di Benedetto XIV con nova fabrica ridosso comodissimo; si vedono ancora l’Edificj di Cartiera, Ferriera, ed altri, quali fatti lavorano a forza di acqua, ivi fatta condurre dalla ch: me del Card. Ant.o Barberini stato Abb.e Commendatario, con aver fatto forare con immensa spesa un Monte, come dalla lapide esistente a piè del monte forato, e l’acqua che va all’Edificj si divide dall’altra, che segue il corso del fiume nel luogo che dice la parata formata artificiosamente. Il Territorio di questa Terra è scosceso, ciò non ostante vedesi questi tutto vestito, d’oliveti, vigne, e frutti d’ogni sorte, e perciò ameno, ed abbondante, e per conseguenza si vive anche a buon mercato concorrendovi anche li paesi dell’Abbadia, e fuovi a vender le grasce nella publica piazza in tutti li giorni di Sabbato dell’anno che si fa mercato publico.