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OI DIALOGOI
di Ettore Capitani e Pier Luigi
Rinaldi
Colloquio per le rime
tra il poeta, autore di limerick,
Pier Luigi Rinaldi da Milano
e il poeta ‘grottesco’
Pier Luigi Rinaldi:
C'è un certo Ettore Capitani
che scrive limerick a quattro mani:
un tale li lesse
e gli inviò un SMS,
quel fortunato Ettore Capitani !!!
(18 settembre 2003)
Ettore Capitani:
Sproloquiando sì spesso per il sito
nostro,
non avrei mai immaginato di creare
un mostro!
Non bastavo io come folle
versificatore:
Ci mancava pure un imitatore...
Scherzi a parte, Pier Luigi, sei il
benvenuto,
è un piacere averti in questo modo
conosciuto. (19 settembre 2003)
Pier Luigi Rinaldi:
C'è un certo Ettore Capitani
che m'inviò dei versi molto strani:
non sono un bardo
come Lear Edoardo,
ma non ho l'intelletto dei cani! (29
settembre 2003)
Ettore Capitani:
Mio caro Pier Luigi Rinaldi,
la prego, non si scaldi:
la mia non voleva essere un'offesa.
Io sono qui con la mano destra tesa,
perdoni i motti miei troppo
spavaldi. (29 settembre 2003)
Pier Luigi Rinaldi:
Uno stanco speleologo, Capitani,
andava a letto come i sette nani.
La sua donna insoddisfatta
ebbe un'espressione sciatta:
- Vado sempre in bianco, mondo da
cani! - (1 ottobre 2003) |
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