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L’appuntamento per lo Shaka Zulu è alle 8.00 del mattino a Subiaco. In quattro (Nerone, Elia, Valerio e Maurizio) si prende la via per Guarcino, dove ci si riunisce con Tarcisio e altri cinque speleo del gruppo di Colleferro. E’ presente anche Bibbò, ma problemi ad una gamba non gli consentono di unirsi agli altri.

 

Si lasciano le macchine al parcheggio di Campocatino e si affrontano le salite e i sentieri che portano a Campo Vano. Giunti nella piana ci si divide in due squadre: il gruppo Shaka e Massimiliano (di Colleferro) affrontano l’Abisso 61, con l’intenzione di raggiungere il fondo e trovare una prosecuzione, mentre Tarcisio e gli altri si dirigono verso il Cianetti-Zampighi.

 

L’Abisso 61 si presenta inizialmente con passaggi non particolarmente stretti, piccoli salti da fare con l’aiuto della corda e piccole salette dove riprendere fiato. Secondo Valerio si tratta di una grotta sviluppata su una faglia...

 

Giunti sul fondo iniziano le ricerche della mazzetta scomparsa nell’esplorazione precedente… ma senza frutti.

 

Valerio, sotto la supervisione di Nerone, inizia ad allargare un probabile passaggio per una probabile prosecuzione. Dopo un paio d’ore di lavoro riesce a scendere quasi due metri e dopo un nutrito lancio di sassi ed urla presume una prosecuzione ed una saletta sottostante.

 

Lasciati gli strumenti di scavo nelle mani di Nerone ed Elia, Valerio e Maurizio risalgono qualche metro per rifocillarsi e, nell’attesa che risalgano gli altri, si affacciano in una cavità vicina. Valerio riprende a lanciare sassi e ad urlare, stimando un pozzetto di 5/6 metri. In realtà più tardi, quando Tarcisio raggiunge il gruppo, si scopre essere un meandro di circa 20 metri in risalita, con un pozzo di una quindicina di metri. Fuori della grotta Tarcisio è al settimo cielo.

 

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