JuCunnuttu


RILIEVO

CA 123 La RM JU CUNNUTTU (Subiaco, loc. Barili/Vignola)


Itinerario: da Subiaco si sale per la strada del Livata. A q. 580 (IGM) si svolta a sin. in direzione Cervara di Roma; dopo circa 11 km, appena superato l'abitato di Vignola, si sale a dx. (q. 622 IGM) per una recente strada asfaltata che conduce all'abitato di Barili (toponimo non segnato in carta); al 2° tornante, presso q. 708 IGM, lasciata la strada asfaltata si scende per una cinquantina di metri lungo una rampa di cemento sulla cui destra, subito sotto, si vede un lavatoio con tettoia: il cunicolo si apre tra la stradina ed il lavatoio con porticina di lamiera, aperta. In origine esso alimentava il lavatoio, tramite una soprastante piccola vasca, attualmente asciutta.
Descrizione: il cunicolo inizia con un condotto quasi rettilineo, alto meno di 1,5m e largo 40-45cm, al pavimento 2030cm di acqua ferma. Prosegue così per 65m; sulle pareti si notano colate concrezionali che, in qualche punto, restringono il passaggio fino a 35cm. L'acqua, dopo i primi metri invasi da vegetazione, presenta cristalli flottanti di calcite e piccoli sbarramenti concrezionali mentre, sul fondo, giace un crostone laminato a molti strati, probabilmente dovuto all'alternarsi di cicli climatici con allagamenti e prosciugamenti del pavimento.
Alcuni leggeri serpeggiamenti del condotto impediscono la vista dell'ingresso dopo i primi 27m. Le pareti e la volta sono rivestite di muratura, di spessore circa 30cm, costituita da ciotoli e clasti locali legati con abbondante malta; la volta, semicírcolare, porta la traccia di strette tavole (n. 6-7) utilizzate per la sua formatura.
A pochi metri dall'ingresso si nota UNA grossa frattura trasversale con dislocazione perpendicolare al cunicolo, evidentemente posteriore alla sua costruzione, che potrebbe dipendere dai lavori edili soprastanti o da assestamento naturale della formazione rocciosa (si è in prossimità di una grande faglia che ha determinato la surrezione del massiccio simbruino).
A 65m si incontra una condotta trasversale: sulla dx. essa procede in salita per soli 4m, la vera prosecuzione è a sinistra. Dopo 11,5m essa svolta nuovamente a sinistra e, subito oltre, termina la struttura muraria di rivestimento del cunicolo che continua scavato a nudo in una breccia abbastanza cementata, includente molti piccoli frammenti ma anche alcuni clasti di dimensione decimetrica, tutti in prevalenza arrotondati da fluitazione precedente alla loro deposizione. La sezione diventa più ampia, larga 60-120cm, alta però in genere meno dell'uomo (140-160cm). Il suolo è coperto da clasti, detriti, fango, acqua di altezza variabile (fino a 20-30cm) e croste calcaree. Numerose ancora le colate concrezionali: a tratti nella parte inferiore le pareti tendono ad esserne completamente rivestite. L'andamento della galleria è incerto ma mediamente perpendicolare a quello del primo tratto di 65m. Alcuni grossi clasti arrotondati sporgono dalle pareti, altri sono franati a terra determinando un allargamento locale della sezione.
Dalla progressiva 85m alla 97m circa la parte inferiore del condotto si presenta scavata in una roccia compatta, scura, probabilmente si tratta di arenaria della formazione Tortoniana (Miocene). Gli ultimi 12m presentano sezione tondeggiante di circa 1,2m di diametro; il pavimento è coperto da uno spesso strato di fango liquido molto vischioso. La condotta termina contro una frana proveniente dall'interno (crollo? puteus occluso?) ricoperta da abbondanti colate concrezionali (pertanto non è recente); dalla volta pendono numerose tubulari lunghe qualche centimetro.
La seconda parte della galleria sembrerebbe essere stata scavata da un accesso posto al di là della frana terminale ed essere poi stata intercettata dal condotto iniziale a 4m dal suo termine. Data la sua lunghezza complessiva, di poco inferiore e quella del tratto iniziale, il suo punto d'accesso dovrebbe trovarsi poco oltre la frana terminale; più difficile invece è spiegare il suo andamento, decisamente irregolare. Nel tratto della seconda parte, rivestito in muratura, sopra alla volta di questa è rimasta per tutta la lunghezza una cavità alta alcuni decimetri, indice di una sua escavazione originaria a quota superiore a quella del tratto che sbocca all'aperto; resta tuttavia da spiegare perché, più all'interno, la volta dello scavo originario si riabbassi di nuovo. Nel punto d'incontro delle due parti si è formata una grossa e spessa colata concrezionale che quasi sbarra il percorso ma non impedisce il deflusso idrico.

Ipotesi sull'epoca di origine del manufatto: benchè dai locali esso sia attribuito ad epoca romana (dato che nelle vicinanze sembra siano state rinvenute tracce di edifici di tale periodo), lo stato perfetto di conservazione delle opere murarie, e della malta in particolare, tenderebbe ad indicare un'epoca molto più tarda (1500-1700 a. D.): solo un'analisi chimica della malta potrebbe dirimere il dubbio. Le opere murarie dovrebbero essere praticamente coeve allo scavo del cunicolo: infatti le dimensioni e lo spessore dei concrezionamenti nei due tratti sono del tutto equivalenti; anche mediante una datazione radiometrica della base delle concrezioni si potrebbe risalire all'epoca di creazione del condotto, ma con un'indagine assai più complessa e costosa. Il concrezionamento appare estremamente veloce, come denotato dallo stato e spessore complessivo dei crostoni pavimentali, costituiti da straterelli di qualche millimetro di spessore ciascuno.


Rinvenimento ed esplorazione: Shaka Zulu Club - 1990 Rilievo: 10.10.1997 - Giulio Cappa & Angelo Procaccianti

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