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 Grondaia


RILIEVO

 

Itinerario


Dalla strada provinciale per Vallepietra, poco prima di arrivare al centro abitato si supera il bivio per il Santuario della Trinità prendendo la strada a sinistra verso il paese; dopo circa 200 m si svolta di nuovo a sinistra per una strada stretta e in forte discesa, che passa presso Fonte della Regina e raggiunge il cimitero. Si prosegue, passando a sinistra di quest’ultimo, sulla strada che poi diventa sterrata; dopo circa 2,6 km dal cimitero si arriva al cancello dell’area di captazione delle sorgenti di Pantano, all’interno della quale si apre la grotta. Per l’accesso è necessario chiedere il permesso al Consorzio Acquedotto del Simbrivio; dato che la sorgente è captata per uso potabile, tale permesso viene concesso soltanto per motivi di studio. Oltrepassato il cancello, si prosegue fino al termine della strada (500 m, q. 950), quindi si imbocca un sentiero che in circa 300 m giunge all’ingresso (10 minuti di cammino).

 

Descrizione

(di Andrea Bonucci)


La grotta è una risorgenza attiva perenne, con portata di magra di circa 5 l/s.
L’accesso è protetto da una porta metallica, che immette in un tunnel artificiale largo 2 m e alto 2 m, lungo circa 10 m. Immediatamente dopo la porta d’ingresso è scavato un bacino di raccolta dell’acqua, che funge da chiusa: aprendolo, l’acqua può defluire all’esterno, altrimenti un canale la convoglia verso l’acquedotto.
Dopo questo tunnel inizia una galleria alta fra i 10 e i 20 m e larga complessivamente 8-10 m. La parte inferiore della galleria, percorsa dall’acqua, era in origine sensibilmente più stretta; è stata allargata artificialmente, a costituire un passaggio di circa 1x2 m, lungo una sessantina di metri. In questo passaggio, che si dirige verso 10° salendo una leggera pendenza, l’acqua scorre a livello di calpestio. Sulla sinistra è comunque accessibile a circa 3 m di altezza, immediatamente dopo l’ingresso e più avanti in vari punti, un “ballatoio” che consente di percorrere la parte alta della galleria, fortemente concrezionata.
Seguendo il percorso inferiore per circa 70 m, si arriva alla base (punto D) della “1a Cascata”, un salto di 6 m. Qualche metro prima (punto C) è possibile salire in arrampicata sulla sinistra per una decina di metri lungo una colata di concrezioni (è opportuno lasciare una corda per facilitare la discesa). La risalita porta lungo la diaclasi ad un camminamento concrezionato qualche metro sopra il livello di scorrimento dell’acqua, che si mantiene nella parte più stretta, sulla destra.
Inizia quindi una galleria diretta verso 345°, sempre inclinata, tra +5° e +10°, riccamente concrezionata, con evidente presenza di massi di crollo, coperti da un velo di concrezione. Dopo meno di 40 m dalla risalita si raggiunge una cascatella (punto E), causata da un saltino di 3 m superabile in arrampicata.

A questo punto la galleria assume una sezione circolare, con diametro di circa 2 m, e aumenta la pendenza (+20°). Percorsi 20 m (punto F) si nota l’arrivo, sulla sinistra, di un camino. Proseguendo, dopo altri 15 m si sbocca in una sala più vasta, con pianta ampia circa 8x6 m, generata dall’arrivo della “2a Cascata”, che forma un salto di 12 m. In condizioni di magra la cascata può essere risalita in arrampicata (in ogni caso, è necessario attrezzare una corda per la discesa).
Dalla sommità (punto G) della cascata (spalle all’ingresso) è possibile arrampicare, in sicura, lungo il bordo sinistro della sala, fino a raggiungere, sulla parete opposta, cioè a sud, un ponte di roccia (punto X) che separa questa risalita dal camino incontrato prima più in basso. Questo è il luogo con le concrezioni più spettacolari della grotta.
Proseguendo invece dalla sommità della cascata (punto G) in direzione nord si percorre, lungo il ruscello, un tratto di galleria molto concrezionato, fino a raggiungere in breve una zona dove aumenta sensibilmente l’inclinazione verso l’alto, in una diaclasi scabra, tra massi di frana nudi. A sinistra è nettamente visibile il piano di faglia. Qui si lascia l’acqua, che proviene da sotto la frana. La grotta ha cambiato aspetto: ci si trova in una galleria, come detto, fortemente inclinata (tra +20° e +30°), con massi e pareti più nude, dove la frana, non più concrezionata, ha aspetto apparentemente più recente. Ad una cinquantina di metri dalla “2a Cascata” la galleria termina in un “cul di sacco” chiuso dalla frana (punto H).
Una quindicina di metri più in alto è visibile di nuovo la galleria, raggiungibile arrampicando lungo la parete destra (lasciare una corda). Percorso un declivio inclinato +30° su massi di frana, dove la galleria è alta tra 5 e 8 m e larga tra 8 e 10 m, dopo 40 m si raggiunge una saletta di 5x5 m, alta 1,5-2 m, dove la cavità chiude definitivamente in frana (punto L, +80).
Stato dell’ambiente
Il condotto sotterraneo è stato intercettato durante lo scavo della galleria realizzata per la captazione della sorgente. Per accedere alla grotta si percorre, quindi, un condotto artificiale. Nel primo tratto della successiva galleria naturale è stata scavata una trincea per migliorare lo scorrimento dell’acqua ai fini della captazione.
L’esplorazione speleologica fu condotta nel 1964; l’utilizzo a fini potabili dell’intero gruppo sorgentizio del Simbrivio, ha comportato un’estrema limitazione del numero di visite, fino ad oggi probabilmente non superiore a qualche decina. Di conseguenza, e anche a causa della difficoltà di percorrenza della grotta da parte di persone prive di una preparazione speleologica, l’ambiente ipogeo presenta ottime caratteristiche di integrità.

 

Note tecniche

Risalita 6 (“1a Cascata”, arrampicabile, corda per la discesa 15 m), Risalita 3 (arrampicabile), Risalita 12 (“2a Cascata”, arrampicabile, corda per la discesa 20 m), Risalita 15 (arrampicabile, corda per la discesa 20 m).

 

Storia delle esplorazioni


La cavità è venuta alla luce in seguito all’apertura di una galleria artificiale realizzata dall’Ente Acquedotto del Simbrivio a scopo di captazione, ed è stata esplorata il 16 febbraio 1964 da SCR (G. Pasquini, Maria Antonietta Sinibaldi, Petroncelli e A. Todeschini) e GS CAI Lucca (M. Pesi)..

Bibliografia

Le grotte del Lazio  G.MECCHIA-M.MECCHIA-M.PIRO-M.BARBATI 2003

BONUCCI, 2001; MARIANO S., 2001; PASQUINI, 1964a; RUSCONI, 1990.

 

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