PoBassiconte


RILIEVO

 

Ritrovato il " Pozzo Bassiconte" 361 LaRM?


A. Procaccianti, E. Mariano, E. Cappa, L. Potenza, F. Proietti


Shaka Zulu Club Subiaco

 


Riassunto: descrizione di una cavità verticale che si suppone "ritrovata" dopo molti decenni di oblio, posta lungo il margine meridionale dei Monti Simbruini.

 

Abstract:description of a vertical cave supposed "found again" after many years, during which it was completely forgotten. The cave is placed on the Southern border of Simbruini Mountains (Latium, Italy).

 

Premessa: nell'ormai lontano 1986 Angelo Procaccianti viene informato, da un amico che abita a Jenne, dell'esistenza di un pozzo verticale nel bosco di proprietà del signor Bassiconte, che si trova subito sopra il percorso della strada provinciale che da Jenne conduce verso Vallepietra. Il pozzo, circondato da un recinto di filo spinato posto a protezione del bestiame, viene facilmente localizzato: è un bel pozzo, si apre con un ingresso netto a pareti verticali, a metà di una costa ripida. Viene rapidamente disceso, si constata che è composto da due salti e che termina ad una trentina di metri di profondità. Attualmente lo Shaka Zulu Club ha in corso una revisione generale di tutte le cavità dei Monti Simbruini; consultando il vecchio Elenco Catastale si scopre che in comune di Jenne è indicato con il n. 361 LaRM un Pozzo Bassiconte, profondo 25m, di cui però mancano le coordinate, la quota ed ogni altra indicazione.
Pur rimanendo nel dubbio circa la corrispondenza effettiva tra la cavità allora visitata e quel numero di catasto che sembra figlio di nessuno, si decise all'inizio del 2002 di tornare a vedere bene questo pozzo e di rilevarlo con cura. Ci è pertanto ora possibile presentarlo con la sua identità completata.

 

Geologia: sotto il profilo geologico la zona è composta da una falda di calcilutiti in banchi spessi debolmente inclinati verso Nord, del Cretacico medio-superiore (Coniaciano-Campaniano). Salvo una grossa dislocazione inversa, che corre in senso Est-Ovest poco a Nord della Cimata, in carta geologica non appaiono localmente altre faglie, né in corrispondenza del pozzo si presentano perturbazioni tettoniche evidenti.

 

Descrizione: il pozzo iniziale, a sezione quasi ellittica, è profondo 15m e scampana, da un lato, a circa -7m. Alla base si trova un ambiente di 5x5m assai complesso. Il pavimento, costituito da grandi clasti, puliti in superficie ma misti a terra e ossa di vari animali negli strati inferiori, scende in direzione SO fino al fondo (-17m).
Per buona parte le pareti sono coperte da concrezioni, a forma di mammellone, in disfacimento. La luce che dall'ingresso raggiunge la base del pozzo ha provocato sulle pareti la fioritura di una discreta quantità di muschio verde.
Arrampicandosi sulla china rocciosa a Est, e passando sotto un masso incastrato, si raggiunge l'imbocco del secondo pozzo profondo 11m. Alla partenza si trovano un basso cunicolo di interstrato orientato a O, che riporta al fondo di -17m, e una fessura orizzontale impraticabile, orientata a N, che sembra comunicare con una spaccatura verticale posta a 3 metri dal fondo del P11 dalla quale, non sempre, fuoriescono i sassi gettati nella fessura in cima. Circa 2 metri sotto la partenza del P11 si apre un ambiente largo 1,5m e lungo oltre 4m che si dirige a NE salendo leggermente fino a chiudere in fessura impraticabile, probabile arrivo d'acqua. Circa a metà discesa il pozzo scampana, assumendo una sezione di 2,5x1m per poi restringersi poco sotto. La base ha la forma di una Y (ogni braccio è lungo circa 1m) e il pavimento è costituito da clasti misti a terra e ossa di animali. Le pareti sono coperte da veli di concrezione marrone, rierosi dall'acqua o fratturati in più punti. Calandosi in un buchetto (circa 40x40cm), allargato artificialmente, che si apre al contatto tra il pavimento di clasti e la parete di SE, si supera il tappo di frana che costituisce il fondo del P11. Tale tappo sembra trovare appoggio su un ponte di roccia, largo pochi centimetri ma alto diversi metri, che divide a metà il pozzo. Si scende in roccia per 8 metri nella metà non ingombra di clasti. Le pareti, molto rugose, distano tra i 60cm e 1m. Il fondo misura circa 1x1m ed è costituito da terra e clasti misti a concrezione coralloide in disfacimento. Da una stretta fessura al livello del pavimento proviene una leggera corrente d'aria.

 

Esplorazione: la grotta è stata esplorata nel 1964 dal Circolo Speleologico Romano e poi visitata dallo Shaka Zulu Club di Subiaco da poco formatosi, una ventina di anni più tardi. Ritrovarne l'ingresso oggi, pur conoscendone l'ubicazione, ha richiesto più di una ricognizione.
Il 6 Febbraio del 2002 A. Procaccianti (Nerone) ed E. Cappa riescono, finalmente, a scendere nella cavità per farne il rilievo e scattare qualche fotografia. Giunti al vecchio fondo di -26m, Nerone nota i segni del passaggio dell'acqua in un foro largo 10cm tra i sassi del pavimento. Usando il fumo del sigaro verifica anche la presenza di una leggera corrente d'aria in uscita. I due cominciano a smuovere i sassi con le sole mani e poi, non avendo con loro una mazzetta, usano i sassi più grandi a mo' di martello per allargare il buco, ma non riescono a portare a termine il lavoro.
Il 10 Febbraio Nerone e Felice Proietti tornano con il materiale necessario per continuare ad allargare il buco. Felice riesce a passare e, due metri più sotto, si ferma sopra un grande sasso che ostruisce parzialmente la discesa. Il 16 Febbraio E. Cappa, E. Mariano, L. Potenza, A. Procaccianti e F. Proietti tornano con la speranza che la grotta continui alla grande. Emanuele rompe con la mazzetta il sasso (in realtà un blocco di concrezione marrone) che ostruisce la discesa e si cala con la corda nello stretto budello. Sfortunatamente il fondo di terra, detriti e clasti lo aspetta solo 6 metri più in basso. Una fessura larga dieci centimetri sembra scendere ancora un metro spostandosi di altrettanto in orizzontale. Insieme a Elia e Luca si lavora un paio d'ore all'allargamento della fessura, rendendone i primi 50cm a dimensione di speleologo.
Il materiale di scavo ha per ora occluso parzialmente la fessura, ma nutriamo la speranza che questa ci permetta di by-passare il nuovo fondo, che ormai è a -34m, come abbiamo già fatto con il vecchio fondo del 1964.

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