PoBocale


RILIEVO

 

Esplorazioni Pozzo Bocale (Camerata Nuova - RM)

 

Angelo Procaccianti, Elia Mariano, Giulio Cappa

Shaka Zulu Club Subiaco

Lo Shaka Zulu Club sta procedendo alla ricerca sistematica delle cavità ancora sconosciute nell'area del Parco dei Monti Simbruini, con la collaborazione dei pastori che hanno una conoscenza capillare dei luoghi ed un'ottima memoria di particolari in cui si erano imbattuti talvolta decenni fa. Esistono infatti ampie zone boscose ed impervie che sono ormai assai poco frequentate. Nell'autunno del 2000, seguendo una di tali segnalazioni, ci siamo inerpicati per una valle, in carta priva di nome, che dal termine ultimo della strada di Camposecco sale alla cima del Monte Autore. Per un tratto il fondo del fosso è percorso da una sterrata che potrebbe essere affrontata con i "fuoristrada", il cui transito però non è consentito perché siamo nel cuore del Parco. Poi la pendenza aumenta e per un paio di centinaia di metri si segue il fondo su un sentiero regolare; giunti a 1550m di quota occorre deviare sulla sinistra per una trentina di metri finché, sul pendio, si incontra un bel pozzo verticale. In onore del nostro accompagnatore la cavità è stata denominata Pozzo Bocale. L'esplorazione ed il rilievo sono stati eseguiti il 13.10.2000 da Elia Mariano, Angelo Procaccianti e Felice Proietti.

I dati catastali della cavità sono:
Comune: Camerata Nuova (RM)
Monte: M. Autore (Monti Simbruini)
Valle: fosso senza nome, affluente di sinistra del Fosso Fioio
IGM: 151-IV-NE (Subiaco) e 376-I (Castellafiume)
Quota: 1557m s.l.m.
Sviluppo spaziale: 36m - planimetrico 12m
Dislivello: -28m
Terreno geologico (da nuova carta 1:50'000 Subiaco): Cretacico inferiore (Aptiano-Cenomaniano);
la cavità si apre in corrispondenza di una importante faglia cartografata, ben riconoscibile.

Descrizione: la cavità si apre con imbocco di 2x4m, impostato sull'incrocio della faglia con una frattura ad essa ortogonale. Segue una verticale di 23m in cui la sezione orizzontale si restringe a metà altezza per poi tornare ad allargarsi nella direzione della frattura, riconoscibile già all'ingresso. Al fondo, verso SW si prolunga in un meandrino ostruito da detrito e sormontato da uno stretto camino impercorribile; dalla parte opposta, verso NE, si scende una china detritica a tratti ripida, sormontata da due successivi alti camini; la massima larghezza, al fondo del pozzo, è di 3m.
Dai clasti detritici sul fondo della cavità, all'epoca dell'esplorazione, saliva un percettibile flusso d'aria. Questa grotta è interessante perché è tra le pochissime poste alle falde del M. Autore a quota elevata, dovrebbe poter proseguire verso il basso al di là dell'intasamento ed è - caso più unico che raro nell'area - impostata su di un'importante dislocazione tettonica.

 

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