TiStoccolma


RILIEVO

 

Itinerario


Da Arsoli si prende la strada per Cervara di Roma, e subito prima dell'abitato ad un bivio si svolta a destra verso la località di Campaegli. Raggiunto l'insediamento turistico, lo si attraversa, e ad un bivio presso un laghetto (Km 8,7 da Cervara) si prende a destra per una strada sterrata. Dopo 1,2 Km, ad un bivio si svolta a sinistra proseguendo per 200 m, poi si lascia la macchina e si traversa a piedi nel prato verso S (a destra) per 40 m fino alla prima grande dolina, nella quale si apre la grotta

 

Descrizione


L'imbocco è una dolina a pozzo. II pozzo ha sezione irregolare, larghezza di 4-5 m, ed è profondo 12 m; a metà altezza un masso incastrato interrompe la discesa. L'intera grotta è impostata su una frattura diretta N70-85°W, immergente 70-80° verso nord.
Dalla base del pozzo (punto 3) si scendono pochi metri fra blocchi e si giunge alla sommità di un salto di 8 m, dall'imbocco piccolo. Alla base del salto si apre una sala larga quasi 7 m e alta 3 m. Si prosegue lungo la frattura, in una galleria ampia 1,3-2 m e alta da 4 a 8 m, in ripida discesa, prima arrampicando fra blocchi poi, dopo una ventina di metri, la pendenza aumenta (punto 11) e diviene necessario l'uso della corda per superare un dislivello di 9 m. Alla base di questo salto (punto 13) si apre sulla destra, ortogonalmente alla frattura principale, un pozzo di 16 m, mentre continuando dritto si scavalca una soglia alta 2 m e, attraversata una strettoia, si scende in un pozzo profondo anch'esso 16 m, a gradoni formati da colate a mammelloni. Alla base l'acqua defluisce in uno stretto foro concrezionato (punto 17, -62).
Dal punto 13, sulla destra, con una "porta" ampia mezzo metro e alta 2 m si accede all'altro pozzo di 16 m. Scendendo, la sezione si allarga (circa 1,5 m) e un paio di terrazzini spezzano la calata. Nella parte bassa della parete l'erosione ha reinciso depositi più antichi, che si mostrano sezionati in alternanze di livelli fangosi e livelli detritici, con inglobati resti ossei. Sul fondo (punto 15), ampio un paio di metri, un piccolo pertugio intransitabile si apre nel punto più basso (-62). In seguito ad un periodo di forti piogge, nel 1987-88, questo pozzo, che precedentemente era profondo 8 m (come risulta dalle informazioni delle prime esplorazioni), si è approfondito per l'asportazione del tappo detritico che lo ostruiva. Attualmente (2003) una frana ha ostruito l'ambiente alla base del P12 iniziale, impedendo l'accesso al resto della cavità. L'attività idrica normalmente è limitata allo stillicidio. Tuttavia, in base agli indizi osservati, l'azione dell'acqua puo' essere significativa.

Bibliografia

CANNATA, 1992; DONATI, 1988c; Nta, 1984a; PIRO, 1982. Le grotte del Lazio 2003 AA.VV.

 

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